sabato 10 gennaio 2015

Tendenze Gioielli 2015: Diamanti No Conflict - Conflict Free

Tendenze della Gioielleria 2015:
I Diamanti No Conflict, Conflict Free e il trattato di Kimberley del 2000

Spesso al termine"tendenza" viene attribuita una sfilata di moda, uno stile, una "corrente" di colori, di temi, di forme, ma esistono anche delle tendenze legate ad altro, ad un qualcosa di più profondo;

parliamo in questo articolo di quello che secondo noi di Anelli.it deve essere la tendenza del 2015 nel mondo della gioielleria, o meglio, di quello che dovrebbe essere tendenza da sempre e per sempre, che noi abbiamo sempre fatto; ma siccome è dal 2013/2014 che questo argomento ci viene proposto, discusso e richiesto dai nostri Clienti e Lettori, abbiamo scelto di dare la vera tendenza per i gioielli del 2015: I Diamanti No-Conflict, detti anche Conflict Free.

Cosa significa?

Ogni anno ci soffermiamo a guardare le sfilate di moda, i stili dei maggiori artisti, le nuove forme, le idde, cercando di stare al passo con i tempi, creando gioielli che piacciano sempre ai nostri Clienti.
Sfortunatamente ci sono tendenze più "sane" che vengono spesso ignorate o seguite "perchè di moda" o "must have" del momento. 
Prendiamo ad esempio la tendenza ad acquistare, giustamente, pellicce sintetiche: nata con sani principi ha avuto, ed ha, il suo massimo splendore grazie anche ad un'onda "popolare" legata molto alla moda, che ha lanciato dei modelli sintetici di grande prestigio.
Ma a nostro giudizio non è bello che una tendenza "ideale" come questa debba crescere e svilupparsi tramite una "moda" dovrebbe nascere e crescere come autoresponsabilità dell'individuo, come senso di montà verso il mondo, verso gli altri, come sano principio di vita e senso civico.

In ogni caso meglio che nasca e cresca in qualsiasi modo piuttosto che rimanga ristretta ad una piccola elite di pubblico più "accorto".
Parliamo dei diamanti no-conflict, Conflict Free e del trattato di Kimberley sancito nel 2000 negli Stai Uniti.

Noi acquistiamo da sempre diamanti da aziende e multinazionali che non operano in zone dove sono presenti conflitti, e questo è certificato sia dalle nostre fatture di acquisto sia da una scrupolosa indagine doganale: ogni volta che ci arrivano carichi di diamanti dall'estero questi vengono ispezionati e viene valutata la reale appartenenza al progetto "Kimberley Process" del 2000, altrimenti non potrebbero giungere nei nostri laboratori, possiamo dire che su questo le nostre dogane sono davvero esigenti e rigorose, ed hanno il nostro pieno appoggio.

Questo succede da sempre, perchè siamo importatori diretti di diamanti, non li compriamo da fornitori italiani, seppur prestigiosi e certificati, li compriamo direttamente alla fonte, dalle multinazionali, scegliendo con cura quelle più accreditate, avendo da sempre voluto e dovuto rispettare questo procedimento di "chiarezza" nei confronti del trattato di Kimberley. 
Però oggi nasce la necessità anche del Cliente di sapere se noi facciamo realmente parte di questo meccanismo di sicurezza.
Sono in molti a scrivere "noi vendiamo diamanti Conflict Free o diamanti No Conflict" ma noi siamo qui a dimostrarlo, con documentazioni leggibili e tangibili da tutti, basta vedere gli allegati.

Per sviluppare e rendere pubblica questa nostra tendenza abbiamo osservato con attenzione gli anni 2013 e 2014, che sono stati molto importanti per questo genere di richieste, che ci hanno fatto riflettere: da pochi sono diventati decine gli utenti che hanno richiesto informazioni dettagliate sulla provenienza dei diamanti che incastoniamo sui nostri gioielli, sia per la sensibilità del "compratore" (in genere l'uomo che regala alla donna) sia e soprattutto per la sensibilità della persona che riceve il gioiello.

Le e-mail arrivate con la richiesta "la mia fidanzata è molto attenta al tema dei diamanti di sangue, vorrei sapere se i vostri diamanti sono no conflict - conflict free e se rispettano il trattato di Kimberley" si sono moltiplicate.
Nel 2013 sono state una dozzina, mentre nel 2014 diverse decine; questo ci fa piacere, è bello vedere sempre più persone interessate e sensibili all'argomento, ma il numero di richieste ci ha fatto capire anche l'importanza di una trasparenza sull'argomento, che non può essere semplificata in una scritta "vendiamo diamanti no conflict - conflict free" ma ha bisogno di un qualcosa di più specifico, più profondo, di una vera e propria spiegazione e dimostrazione della provenienza dei nostri diamanti.
Da questo nasceva l'esigenza di spiegare a fondo la provenienza dei nostri diamanti, certificata e garantita da vera documentazione, che avrebbe realmente informato i nostri futuri Clienti sul prodotto acquistato.
Ma questo non bastava.
Non velevamo essere parte di una semplice sigla
, messa li giusto per appetire nuovi Clienti, volevamo di più:
I diamanti No Conflict - Conflict Free non devono essere per noi una semplice giustificazione alle domande dei lettori, per noi questo 
tema deve essere la Tendenza con la T maiuscola, il vero Must Have, partendo dal 2015 perchè è l'anno dove abbiamo capito, grazie alle annate precedenti, quello che veramente stanno cercando e scoprendo molti lettori, e quindi noi lo diamo, sia come forma informativa sia come reale Tendenza da seguire.

La Tendenza del 2015, e ovviamente degli anni a seguire, sarà acquistare un gioiello con diamanti provenienti da zone dove non ci sono conflitti.
Per fare chiarezza su queste sigle, spieghiamo cosa è il trattato di Kimberley:
La certificazione "KPCS" nasce nel 2000 da una conferenza tenutasi a Kimberley, in Sudafrica, dove veniva discusso il legame tra paesi in guerra, armi, commercio di diamanti, e finanziamento dei conflitti per mezzo dei diamanti, al fine di evitare che i diamanti, come altre materie prime esempio il petrolio, facessero parte di un meccanismo legato ad azioni di guerra nei paesi africani e in generale in tutti i paesi del mondo dove viene estratta questa ricchissima pietra preziosa.

Successivamente, sempre nel 2000, nasceva ad Anversa in Belgio, patria mondiale del Diamante, il "World Diamond Council" che, visti i risultati emersi dalla conferenza di Kimberley, si impegna ad effettuare controlli sulla trasparenza dei diamanti grezzi e della loro provenienza.

A dicembre del 2000 viene sollecitato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite un sistema di controllo mirato all'esclusione dal commercio dei diamanti delle multinazionali che finanziano, anche in parte, conflitti e guerre civili.

Dopo molti incontri finalmente nel 2002 a Interlaken, in Svizzera, 37 stati giungono ad un accordo che prevede un sistema di certificazione e di controllo di tutti i diamanti estratti, delle multinazionali estrattrici e di tutti gli importatori e venditori internazionali.
Il trattato prevede che uno stato rispetti i seguenti articoli, riportati da noi, per non commettere errori, direttamente dal sito del trattato di Kimberley:
  • che i diamanti provenienti dal paese non siano destinati a finanziare gruppi di ribelli o altre organizzazioni che mirano a rovesciare il governo riconosciuto dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.
  • che ogni diamante esportato sia accompagnato da un certificato che provi il rispetto dello schema del Kimberley Process.
  • che nessun diamante sia importato da, o esportato verso, un paese non membro del Kimberley Process.
Fattura di acquisto di Diamanti dal Belgio
Questi sono i primi 3 articoli da rispettare per poter commerciare diamanti grezzi.
Nel 2004 la Repubblica del Congo è stata esclusa dall'esportazione di diamanti grezzi perchè non ha potuto garantire la provenienza dei propri diamanti.
Dal 2006 la Costa D'Avorio e la Liberia subiscono sanzioni dalle Nazioni Unite per non aver chiarito in maniera inequivocabile la provenienza dei propri diamanti.

Detto questo vediamo bene qual'è il processo di estrazione di un diamante grezzo no-conflict - conflict free che rispetta l'accordo di Kimberley, e quale è il percorso che lo porta, esempio, sull'anello della vostra amata.

I diamanti vengono estratti in miniera, generalmente e quasi totalmente in Africa.

Successivamente i diamanti vengono acquistati da multinazionali esperte nel taglio e nel commercio dei diamanti grezzi, generalmente in India, Belgio, Inghilterra e Stai Uniti.
Fattura di Acquisto di Diamanti dall'India
I diamanti, una volta tagliati alla loro forma ideale (esempio taglio brillante, taglio a cuore, taglio princess ecc
vengono in parte certificati dai grandi gruppi di certificazione internazionale, esempio la GIA America, la IGI Anversa, la HRD Anversa ecc e in parte lasciati "sciolti" e privi di certificazione, soprattutto i tagli più piccoli.
Una volta ritagliati alla loro forma ideale i diamanti vengono messi in commercio nelle grandi piazze mondiali, Anversa, Mumbai, Honk Kong, Londra, New York, e vengono acquistati da società importatrici di diamanti, come noi di Anelli.it

I passaggi successivi possono essere pochi o molti, anche 10, dipende dalla capacità di reperimento dell'acquirente.
 
Vogliamo quindi con questo articolo non solo "pubblicizzare" che i nostri diamanti provengono da zone non in conflitto, ma lanciare una grande freccia a favore del tema "Diamanti No Conflict" proponendola come Tendenza del 2015 e degli anni a venire, per sempre, perchè non è mai giusto che per il nostro divertimento sia maltrattato un altro essere umano.
Le fonti del testo sono prese da Wikipedia cercando "Trattato di Kimberley" o dai siti ufficiali del trattato di Kimberley www.kimberleyprocess.com e dal sito del World Diamond Council www.diamondfacts.org
in allegato alcune fatture di acquisto dei nostri diamanti, dove sono oscurate le zone che violano la privacy del venditore e dell'acquirente, a testimonianza reale che acquistiamo diamanti solo ed esclusivamente da venditori autorizzati non implicati con conflitti e guerre di alcun genere, nel totale rispetto del trattato di Kimberley.
Grazie per la lettura, se l'articolo vi è piaciuto mettete un + o Mi Piace, grazie!

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